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  • Notizia del dalla Redazione di Liquida

    La riforma del lavoro potrebbe salvare i disoccupati italiani

    L'ultimo rapporto dell'Ocse rinnova l'allarme sulla disoccupazione: il tasso dei disoccupati crescerà nel corso del 2013 fino ad arrivare al 10%. I più colpiti saranno i giovani: oggi un giovane su due è precario

    L'ultimo rapporto dell'Ocse, presentato martedì mattina a Parigi, rinnova l'allarme disoccupazione nei Paesi dell'Eurozona: secondo le stime il numero dei disoccupati continuerà a salire nel prossimo semestre e nel corso del 2013, superando il tasso record dell'11,1%, registrato a maggio 2012.

    Grande attenzione anche sulla situazione italiana: l'Ocse ha espresso soddisfazione per la riforma del lavoro recentemente approvata dal Governo e si augura che verrà attuata in tempi brevi. Nel documento finale redatto dall'Ocse, l'OECD Employment Outlook 2012, si legge:

    "L'Italia è stata duramente colpita dalla crisi e il tasso di disoccupazione potrebbe crescere ulteriormente. La recessione che ha colpito il Paese nel 2009 ha avuto un forte impatto sull'economia, facendo crollare drasticamente il Pil. Dopo una ripresa debole si prevede che il Pil italiano crollerà di nuovo nel 2012, ma che rimarrà stabile nel corso del 2013. Come diretta conseguenza, il tasso di disoccupazione salirà al 10%"

    E, in riferimento alla situazione attuale, l'Ocse conferma che i più colpiti dalla disoccupazione record sono sopratutto i giovani italiani e i lavoratori scarsamente specializzati:

    "Il tasso di disoccupazione di lunga durata, un indicatore della gravità delle condizioni del mercato del lavoro, è aumentato fortemente tra i giovani e, seppur in misura minore, per i lavoratori con basse qualifiche e gli uomini tra i 25 e i 54 anni, mentre è rimasto stabile per le donne e i lavoratori più qualificati"

    E ancora:

    "Ci sono diversi fattori che spiegano perché i giovani sono così penalizzati: in primo luogo perché la mancanza di esperienza ostacola il loro ingresso nel mondo del lavoro, specialmente nei momenti di maggiore crisi. Secondariamente la gioventù italiana è impiegata in lavori precari - contratti a tempo determinato e altri contratti atipici - e, di conseguenza sono i primi a perdere il lavoro non appena la situazione economica peggiora"

    A detta degli analisti dell'Ocse, la riforma del mercato del lavoro dovrebbe portare a un bilanciamento delle diverse modalità contrattuali "estendendo la durata del diritto di recesso tra due contratti a tempo determinato, riducendo gli incentivi per alcuni tipi di contratti a tempo determinato e riclassificando i contratti di lavoro autonomo. Se pienamente attuata in tempi brevi, queste misure potrebbero significativamente ridurre la frammentazione del mercato del lavoro".

    (Valentina Spotti)

     

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