dalla Redazione di Liquida
La protesta dei Tir spacca l'Italia, il Governo interviene
Proseguono in tutta Italia le proteste degli autotrasportatori. Atteso per oggi l'incontro tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il governatore siciliano Lombardo
La situazione è in via di normalizzazione anche se permangono i disagi e persiste qualche focolaio di criticità su tutto il territorio nazionale. Secondo le comunicazioni di Viabilità Italia, la circolazione in ambito autostradale si mantiene "regolare, con riguardo alle manifestazioni in atto in varie aree della rete viaria nazionale, senza particolari turbative o criticità".
Il Governo intanto ha assicurato alla Ue che assumerà tutte le misure necessarie a porre fine ai blocchi.
Secondo quanto riporta La Stampa:
"I problemi maggiori si registrano soprattutto in Campania, dove i blocchi sono stati più estesi. Ma non mancano disagi e segnalazioni da varie altre parti d’Italia. Ad Avellino la Finanza è stata subissata di segnalazioni e un distributore di carburanti è stato sequestrato perché i prezzi del gestore erano lievitati del 10 per cento in una sola giornata a causa delle lunghe code di auto. A Modena la Coop Estense ha deciso di non ritirare da oggi melanzane e zucchine per un «aumento ingiustificato» del 50% annunciato da alcuni fornitori ortofrutticoli".
Arrestata con l'accusa di omicidio colposo l'autista tedesca che ha investito il collega ad Asti.
IL BLOCCO IN SICILIA
Dopo il blocco totale che dal 20 gennaio ha messo l'isola in ginocchio, gli autotrasportatori riuniti nel movimento Forza d'urto - a cui hanno aderito anche il movimento dei Forconi e l'Aias - hanno abbandonato temporaneamente i blocchi in numerose strade e autostrade dell'Isola.
"Io ho firmato un documento a nome di Forza d'urto - ha dichiarato il leader Ferro - anche per dire che questa protesta non può finire ma non possiamo allo stesso tempo allungare l'agonia dei siciliani. Per questo si deve tornare alla normalità in Sicilia, manterremo lo stato di agitazione e si parte per Roma e le manifestazioni si terranno nella Capitale".
Il costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata, sono le motivazioni alla base della protesta che ora lascia l'isola e si sposta a Roma. La benzina è diventata nei giorni scorsi protagonista di un mercato nero improvvisato e di furti. Ad Agrigento la polizia municipale è rimasta senza benzina per le auto di servizio, una sosta forzata che riguarda anche mezzi per la raccolta dei rifiuti e ambulanze.
"Noi stiamo soffrendo di più rispetto al resto d'Italia - spiega il presidente dell'Aias Giuseppe Richichi - perché siamo periferici. Abbiamo più volte chiesto l'intervento dello Stato in maniera da non allontanarci ulteriormente dall'Europa, ma non siamo stati ascoltati. Il nostro è uno sciopero spontaneo che non vuole produrre un eccessivo caos e che ci auguriamo vedrà l'adesione di tutti i siciliani. Ma è necessario perché ormai siamo con le spalle al muro. Non ci saranno le situazioni che si sono venute a creare nel 2000. Noi non vogliamo danneggiare nessuno. Ci fermiamo solo per il bene della Sicilia".
I Tir sabato avevano già ripreso - timidamente - a circolare:
"In attesa che si definisca l'incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo, il governo e una delegazione dei manifestanti - aggiunge il leader del Movimento dei Forconi Martino Morsello - per affrontare 'il caso Sicilia', oggi più che mai bisogna evitare spaccature con i produttori. La nostra protesta deve essere nei presidi in modo visibile facendo scorrere normalmente tutti i mezzi, compresi quelli che caricano merci e contribuiscono al reddito delle aziende".
L'isola intera ha tirato un sospiro di sollievo dopo aver trascorso giorni con banconi dei negozi svuotati, distributori di carburante a secco e traffico in tilt sulle principali arterie. A tutto questo, come sottolineano in molti tra politici e rappresentanti sindacali, si aggiunge il pericolo che lo sciopero sia stato in qualche modo strumentalizzato dalla mafia, decisa, anche in questo frangente, a rivendicare il proprio peso nell'economia siciliana.
La protesta corre anche su Twitter - tra gli hashtag per seguire in diretta i blocchi, #fermosicilia e #forconi - e su Facebook sulla FanPage del Movimento dei Forconi.
Approfondisci: Corsera: Rimangono i disagi per i rifornimenti
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