dalla Redazione di Liquida

Raccolta di clementine, la schiavitù dei braccianti

Nella stagione di raccolta delle clementine ogni mattina i braccianti stranieri vengono reclutati per circa 25 euro al giorno. Il Redattore sociale ha pubblicato una ricerca sulle condizioni dei lavoratori nella zona di Schiavone

Il Redattore sociale ha pubblicato uno studio sui raccoglitori di clementine in Italia.

"A raccoglierle sono soprattutto braccia straniere: romene, bulgare, polacche, albanesi, ucraine, magrebine. Negli ultimi tempi ci sono anche bengalesi, pachistani e asiatici. Tra Cassano allo Jonio e Corigliano Calabro, sulla fascia jonica cosentina, si producono due milioni e mezzo di quintali annui, pari al 60% della produzione nazionale di clementine"

Nello studio si legge che lo sfruttamento della manodopera è intensivo e la vita dei lavoratori molto dura:

"Nella frazione marina di Schiavonea, caporalato e paghe di due tipi: 20-25 euro alla giornata oppure 1 euro, 1,20 euro a cassetta. È questo l’identikit del lavoro agricolo a Corigliano Calabro. In compenso ai migranti prendere in affitto un posto letto in una casa costa 120-150 euro a testa al mese. Per gli italiani l’affitto di un intero appartamento non supera i 300 euro in quella zona. Invece gli stranieri pagano una casa complessivamente dai 400-500 euro fino ai 1.000 euro al mese, dividendo la somma in tante persone e quindi vivendo in condizioni di sovraffollamento, quando va bene. C’è anche a chi è andata particolarmente male. Sono una trentina i lavoratori migranti che si sono accampati sulla spiaggia, vicino al porto. Hanno per casa delle tende o dei ripari fatti di plastica e stracci. Le tende non sono più di quindici"

Dallo studio emerge una situazione molto difficile in cui i braccianti vengono sfruttati, sottopagati. Ma devono anche difendersi dalle minacce di gruppi xenofobi di estrema destra:

"Sulle saracinesche di fianco alla piccola moschea dei lavoratori nordafricani, a Corigliano, sono state disegnate svastiche e croci celtiche con la scritta "fuori i musulmani"

si legge sempre sul sito del Redattore sociale.

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